20 MAGGIO | INSIEME SENZA MURI

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Milano il 20 maggio sarà attraversata da una mobilitazione festosa e popolare. Una mobilitazione carica di speranza. La speranza di chi crede nel valore del rispetto delle differenze culturali ed etniche. La speranza di chi ritiene che la società plurale sia un’occasione di crescita per tutti e che la logica dei muri che fomentano la paura  debba essere sconfitta dalle scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza.  Quelle scelte che, a cominciare dall’Europa, sconfiggano il vento dell’intolleranza e che mettano al centro il principio dell’incontro tra i popoli e di un futuro fondato sul valore della persona senza che la nazione d’origine, la fede professata, il colore della pelle possano diventare il pretesto per alimentare nuove discriminazioni. Quelle scelte che, a livello nazionale, ci portino a compiere, senza ambiguità, passi avanti reali, come l’effettivo superamento della Legge Bossi Fini, l’approvazione della Legge sulla Cittadinanza, la necessità di rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e le istituzioni, la trasparenza, la qualità, il sostegno ai soggetti più fragili (i minori, le donne, i vulnerabili), la cultura dei diritti e della responsabilità. Milano è nata dall’incontro tra storie diverse e il suo sviluppo si è fondato, nei suoi momenti migliori, proprio sulla capacità di accogliere le diversità e di alimentare la coesione sociale. E come Milano, in svariati luoghi del mondo, chi crede nella società aperta, e non si fa incantare dalle sirene dell’odio, scommette con più certezza sulla propria crescita e sulla capacità di generare  lavoro, benessere ed opportunità. Anche per questo  il 20 maggio, in un giornata di impegno, musica, creatività, cultura, saremo in tante e in tanti. Perché, nel tempo in cui viviamo, sono in gioco i valori fondamentali per il futuro di tutti.

www.20maggiosenzamuri.it.

9 MAGGIO | IN RICORDO DI PEPPINO IMPASTATO E DELLE VITTIME DEL TERRORISMO

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Nel “Giorno della Memoria” – che il Parlamento italiano ha voluto dedicare a tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale – desidero esprimere anzitutto i miei sentimenti di vicinanza e di solidarietà ai familiari, agli amici, ai compagni di vita e di lavoro, che hanno visto barbaramente spezzare l’esistenza di un loro caro e tuttora soffrono per le ferite di quella inumana follia. Ricordare tutti coloro che sono stati uccisi dai terrorismi vecchi e nuovi è un dovere morale e, al tempo stesso, momento irrinunciabile di una coscienza collettiva, che non può che fondarsi sui valori dell’integrità e la libertà di ogni persona, sul rispetto della vita e delle differenze, sulla tensione verso il bene comune che continuamente deve contrastare la violenza, l’odio, il pregiudizio, la tentazione integralista, il desiderio di sopraffazione. Il nostro Paese è stato insanguinato da troppi episodi di terrorismo. Ha pagato un prezzo molto alto all’intolleranza, all’estremismo, alla violenza criminale e a quella di matrice politica. Hanno pagato servitori dello Stato, personalità impegnate a migliorare il Paese, intellettuali di grande sensibilità sociale, giovani e meno giovani che si sono trovati ad affrontare a viso aperto la ferocia dei terroristi. Il 9 maggio è il giorno in cui ricorre l’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro per mano brigatista, e di Peppino Impastato, ucciso invece dalla mafia. L’Italia, oggi, vuole accomunare queste testimonianze – e questi martirii – nella convinzione che possano accrescere l’impegno e la responsabilità per rafforzare la casa comune. L’azione delle istituzioni deve proseguire anche nella ricerca di quelle verità che ancora non abbiamo raggiunto in vicende tragiche e importanti per la nostra storia nazionale. Il terrorismo oggi si manifesta in forme nuove, non per questo meno pericolose. La lotta ai terroristi è divenuta uno dei banchi di prova decisivi per l’Europa. Come in altre stagioni, dobbiamo saper rispondere con fermezza e unità, senza rinunciare mai a quei principi di civiltà che sono iscritti nella nostra Costituzione. Abbiamo combattuto il terrorismo con fermezza e senza cedere a chi voleva snaturare la nostra convivenza e altrettanto siamo chiamati a fare ora, esprimendo la forza che viene dai nostri valori di umanità e di solidarietà».

Roma, 9 maggio 2017

[fonte: www.quirinale.it]

BUON PRIMO MAGGIO!

primo maggio pci

FIDAS | 36^ GIORNATA DEL DONATORE DI SANGUE

FIDAS 2017

GIUSTIZIA PER LE VITTIME DELL’AMIANTO E DELLO SFRUTTAMENTO | SABATO 29 APRILE, ORE 16.30 CORTEO SESTO S. GIOVANNI

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LA CURA DEL TERRITORIO È LA PRIMA OPERA PUBBLICA

sprout2Quanti ponti devono ancora crollare perché lo Stato e le Istituzioni collochino la cura e la manutenzione del territorio al primo posto delle priorità nazionali?

L’indecenza è rappresentata dal fatto che dopo i giorni del lutto tutto si riconcentra su grandi opere, per lo più inutili e dannose, e grandi eventi con un consumo di risorse economiche e di suolo spaventoso.

Autostrade, cave discariche, stoccaggio gas, asfalto, Mose a Venezia, mafia capitale a Roma Expo, pre-Expo e post-Expo a Milano sono purtroppo pane quotidiano, mentre i beni comuni vengono svenduti e privatizzati in barba all’esito dei referendum popolari sui servizi pubblici e sulla Costituzione del 2011 e 2016.

La pessima legge Delrio con la disordinata disintegrazione delle Province e dei servizi pubblici connessi è l’esempio eclatante di ciò che non si deve fare e che deve essere subito modificato.

Le grandi manovre in corso per concentrare tutti i poteri nelle grandi società(FS-ANAS- ecc.)sono sintomatiche di una politica governativa e regionale accentratrice e antidemocratica, lontana anni luce dall’interesse generale.

A livello locale le aziende ancora pubbliche come ATM di Milano rischiano di non venire salvaguardate e la colpevole inerzia dei soggetti pubblici diventa complicità di una resa senza condizioni alle logiche mercantili.

Addirittura si perde il senso del limite e rappresentanti della Città Metropolitana di Milano non eletti direttamente dal popolo ma solo in elezioni di secondo gradi tra consiglieri comunali si arrogano, tra le altre cose, il potere di cancellare il prolungamento M3 fino a Paullo.

Questa è la situazione in un contesto in cui il Sindaco di Milano è per legge e non per sovranità popolare Sindaco metropolitano e in cui l’Assessore regionale di turno non si presenta neppure al recente incontro con gli Amministratori del Sud-est milanese su viabilità e trasporti.

Per tentare un minimo recupero di credibilità LE ISTITUZIONI DELLO STATO UTILIZZINO il tempo e le risorse per fare un po’ di manutenzione a una rete stradale ordinaria quasi completamente abbandonata ,senza pulizia e senza segnaletica.

ASSICURINO condizioni di viaggio decenti ai pendolari anche con l’esercizio di poteri ordinatori nei confronti delle aziende di autotrasporto, senza oscurare le responsabilità di Stato e Regioni per il trasporto pubblico, la sicurezza e la salute. CONCRETIZZINO almeno il salvataggio e il rilancio della tramvia Milano-Limbiate senza chiusure e con l’adeguamento di tutti i dispositivi di sicurezza.

Non ci si può “dimenticare” della riforestazione di pianura, della mobilita alternativa utile, del ripristino del reticolo irriguo, degli indennizzi agli agricoltori, senza farsi abbindolare dalla propaganda della TEM “sulle sue opere di bene” che possono attingere a ingentissimi fondi inopinatamente regalati dallo Stato.

Non ancora contenti di quello che è già avvenuto in un silenzio assordante il Governo nazionale con la Giunta regionale lombarda, il Comune di Milano e la Città metropolitana, tramite la legge di bilancio 2017,ha privato tutti i comuni e la popolazione fuori Milano del patrimonio di ASAM-SERRAVALLE senza alcun indennizzo.

E infine suona come una tragica presa in giro che dopo le “splendide gesta” di Pedemontana, Brebemi e Tem, le Istituzioni Pubbliche procedano con la costruzione della quarta corsia dell’autostrada del Sole nel tratto Milano-Lodi, offendendo l’intelligenza delle persone e del territorio.

Prima di dichiarare carta straccia l’orizzonte del trasporto pubblico in tutto il sud-est milanese e nord-lodigiano ,vengano almeno riconvocati tutti i soggetti istituzionali firmatari di accordi di programma e si riapra un confronto serio con Associazioni, comitati e popolazione.

MASSIMO GATTI

già consigliere Provincia di Milano Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI

25 APRILE | FESTA DELLA LIBERAZIONE | MILANO – CORSO VENEZIA, ORE 14

25 APRILE 2017