UN FALLIMENTO DIETRO L’ALTRO. CLASSI DIRIGENTI BOCCIATE

pedemontanaUna classe dirigente inadeguata, lombarda e nazionale, ha prodotto il “fallimento” anche dell’autostrada Pedemontana.
Il sottoscritto non ha avuto bisogno del pur autorevole intervento della Procura della Repubblica, per denunciare da tanti anni il buco nero di quella infrastruttura. Miliardi di euro buttati senza risolvere i problemi di trasporto,senza migliorare la vita dei pendolari, senza contrastare efficacemente l’inquinamento e l’infiltrazione delle mafie e della corruzione.
Il 10 luglio saranno 41 anni dal disastro ambientale dell’ICMESA di Seveso con la fuoriuscita di diossina. Stoppare definitivamente un’opera costosa, inutile e dannosa per tutto quel territorio è il minimo della civiltà. Non si può nemmeno pensare di far passare di lì la Pedemontana. All’udienza fissata dal tribunale entro questo mese vedremo cosa accadrà..
In Lombardia e a Roma Lega/FI/PD centristi e destra sono tutto tranne che credibili. L’unica garanzia che possa succedere qualcosa di buono sta nella
mobilitazione duratura e competente di soggetti sociali, di forze politiche e di persone che non si rassegnano. E’ insopportabile che le Istituzioni dello Stato facciano finta di niente, senza rendere conto del proprio operato.
Non è servito a far quadrare i conti di Pedemontana, ma è vergognoso che in un silenzio assordante la Giunta Regionale Lombarda, grazie alla legge di bilancio dello stato 2017 promossa dal Governo nazionale(con il consenso di fatto del Comune di Milano e di Città Metropolitana), abbia “espropriato” sciaguratamente le quote di ASAM-Serravalle della ex provincia di Milano senza pagare alcun indennizzo ai comuni della ex Provincia di Milano e delle Province di Lodi e Monza-Brianza.
Pensate solo a quante cose si sarebbero potute fare con i soldi che lo Stato ha usato, spesso maldestramente, per le grandi opere e i grandi eventi con procedure speciali.
Solo con il miliardo e mezzo di euro “regalato” a Pedemontana si sarebbe potuto fare qualcosa per attuare il referendum popolare del 2011 per l’acqua pubblica, per sistemare l’assetto idrogeologico e per incentivare la buona occupazione.
Non è ammissibile un paese moderno sorpreso dalla siccità perché d’estate fa caldo e dalle alluvioni perché d’inverno piove. Agricoltura in ginocchio,zone terremotate abbandonate ,periferie varie non sono accidenti di un destino cinico e baro, ma il cuore di una nuova politica da cui ripartire.
E se tutto ciò non bastasse , di nuovo, l’unico obiettivo di una classe dirigente stracciona è privatizzare tutto ciò che è rimasto pubblico,per diventare definitivamente una colonia in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri diventano poverissimi.
La maggioranza del popolo italiano, lombardo e milanese non può acconsentire che il governo nazionale elimini totalmente Cassa Depositi e Prestiti come banca pubblica, che la Giunta Regionale lombarda privatizzi ulteriormente la sanità tagliando anche i medici di base e che il comune di Milano, ignorando l’area metropolitana e le province confinanti non salvaguardi il rilancio del trasporto pubblico locale, di ATM e delle aziende pubbliche efficienti.
Confrontiamoci su questi problemi concreti e forse si capirà meglio perché il 4 dicembre 2016 milioni di cittadine e cittadini hanno scelto ancora una volta la nostra Costituzione.

Massimo Gatti 

già consigliere provinciale di Milano lista civica Un’Altra Provincia/PRC/PdCI

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