DDL Del Rio, Massimo Gatti: “Deriva e spocchia”

Milano, 28 marzo 2014. In merito all’avvenuta approvazione in Senato del DDL Del Rio che segna lo svuotamento e la progressiva cancellazione delle Province, il capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia – Rifondazione – Comunisti Italiani, Massimo Gatti, dichiara:

“Mentre il Paese sprofonda nella crisi economica, nella disoccupazione e nella corruzione, il governo delle “piccole intese” (PD-ex PDL-Centristi), se la canta e se la suona mentre taglia la democrazia.

Come ho ribadito ieri in consiglio provinciale, sicuramente servono riforme coraggiose e concrete, ad esempio la riduzione di almeno 30 provincie, la riduzione di almeno cinque regioni, la riduzione, dopo 44 anni dalla nascita delle Regioni, di almeno il 20% dei parlamentari, la cancellazione di 5.000 società di derivazione pubblica su 7.000 e delle relative poltrone, la fissazione per legge del limite massimo degli alti stipendi.
Tutto questo non è stato considerato. In ossequio al patto di ferro indecente ed extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi, che ha disegnato una legge elettorale antidemocratica e contro la rappresentanza, è stata imposta l’abolizione delle elezioni per tutte le provincie e dell’esercizio della sovranità popolare, quando per le province si vota in tutta Europa.
In sfregio alla Corte Costituzionale che ha cassato, nel luglio scorso, procedure e leggi non costituzionali già allora tentate, il parlamento e il governo dei nominati, non hanno avuto neppure un attimo di vergogna nel far passare questo provvedimento con il voto di fiducia e l’azzeramento degli emendamenti parlamentari.
Troppi bla bla su imprese e famiglie, nessuna responsabilità sulla continuità dei servizi pubblici locali erogati (ad esempio: trasporto pubblico, edilizia scolastica, formazione e lavoro, ambiente e rifiuti, beni comuni e tutela del suolo) e nessuna sensibilità per quasi 60.000 dipendenti in tutta Italia abbandonati a se stessi.
Parole vuote invece sulle città metropolitane e sui nuovi compiti per comuni e regioni.
A Milano la ciliegina sulla torta, dopo le prove di svendita, sono il regalo di grandi società, come Serravalle SPA, pagate dai milanesi e regalate (a tempo?) a Regione Lombardia. Vergogna!
Come può il Capo dello Stato promulgare un tale scempio?”.
Il presidente del consiglio pro-tempore e venditore di sogni che non ha avuto il coraggio di pronunciare una sillaba sullo sprofondamento etico ed economico di Expo-Infrastrutture Lombarde, si è esercitato in uno sproloquio menzognero contro gli amministratori provinciali eletti, dall’alto della sua esperienza lavorativa extra-familiare che parrebbe limitarsi ad aver fatto il portaborse di qualche parlamentare europeo”.

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