Expo e grandi opere, Massimo Gatti: “Un pantano infinito”

Milano, 24 marzo 2014. “Da anni denunciamo le deviazioni di troppe grandi opere in Provincia di Milano e in Lombardia. Apprezziamo il lavoro della magistratura e del nuovo Prefetto di Milano, ma, senza boria, continuiamo a pensare che le amministrazioni pubbliche possano e debbano arrivare prima. – è quanto dichiarato dal Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia – Rifondazione – Comunisti Italiani, Massimo Gatti, in merito agli arresti che hanno coinvolto i cantieri per Expo 2015 – Di fronte all’infiltrazione corruttiva e criminogena, non basta che chi ha enormi responsabilità (Governo delle piccole intese PD-exPDL-Centristi e Regione Lombardia a guida leghista) se la cavi con la solita riunione di lorsignori servendo una minestra riscaldata, e con qualche ulteriore nomina.

Infrastrutture lombarde, gli appalti della piastra, le relazioni della società Arexpo sprofondano in un buco senza fine e tutti, a partire dal Comune di Milano, devono pretendere una pulizia totale ed immediata. Anziché offendere i milanesi, dando dei facinorosi a tante cittadine e cittadini che stanno salvando i parchi della città dalle vie d’acqua, salvando l’onore di questa comunità, sarebbe utile che il presidente di Regione Lombardia, che non ha cambiato nulla rispetto al suo predecessore, i ministri “nominati” tifosi di Expo e il commissario straordinario, chiedessero scusa lasciando ad altri più capaci responsabilità così difficili. La cosiddetta classe imprenditoriale non ha nulla da dire sui debiti che si stanno generando per il futuro e sulla cancellazione di lavoro vero e di concorrenza? Un governo che fa 61 dichiarazioni al minuto non ha trovato il tempo, in tutte queste settimane, per citare come problema la “questione morale”. Un minimo di decoro imporrebbe di rivedere tutte le attività in corso imponendo una moratoria, tagliando gli affari immobiliari, (altroché nuovo stadio!) e mettendo al primo posto la sicurezza nei cantieri dove lavorano le persone a ciclo continuo. Non è accettabile che si agiti lo spauracchio dei licenziamenti. Il condizionamento della corruzione e delle mafie travolge qualsiasi possibilità di sviluppo equilibrato e buona occupazione. Bisogna praticare la riduzione del danno, spostare le risorse sul trasporto pubblico, l’agricoltura non da salotto, l’edilizia scolastica e la manutenzione del suolo. Gravissimo, infine, che nei campi di possibile infiltrazione della malavita, il Prefetto abbia espressamente citato i cantieri della Tem (autostrada Agrate-Melegnano) su cui da sempre mi oppongo e chiedo controlli insieme a comitati e cittadini. Cos’altro deve succedere ancora perché tutte le istituzioni dello Stato, e quindi anche i Comuni attraversati dal tracciato e le Province si sveglino da un sonno profondo? Tranne rare e lodevoli eccezioni, ci si arrovella in programmi e programmini pre-elettorali, ma non ci sono azioni coraggiose e concrete di contrasto per bloccare e verificare sul serio chi ogni giorno distrugge il nostro territorio mettendo a repentaglio la salute di tutte e tutti. Il tempo si è tutto consumato e fare finta di niente rende complici di un misfatto colossale”.

 

 

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