Spazio Oberdan, Massimo Gatti: “No alla svendita! Occorre salvaguardare anche le lavoratrici e i lavoratori”

spazio-oberdan-milano-musei-milanoMilano, 28 febbraio 2014. In merito all’ipotesi di vendita dello Spazio Oberdan da parte della Provincia di Milano, inserito nel Piano di alienazione e valorizzazione immobiliare 2014/2016 adottato con delibera dalla Giunta provinciale martedì scorso, il capogruppo in consiglio provinciale per Lista un’Altra Provincia-Prc-PdCI, Massimo Gatti, intervenendo in consiglio provinciale rivolgendosi direttamente al Presidente Guido Podestà, ha dichiarato:
“Non è accettabile che lo Spazio Oberdan venga venduto e privatizzato perché rappresenta un presidio artistico e culturale fondamentale per la città di Milano e per tutta la Provincia. Ogni anno sono migliaia le cittadine e i cittadini che lo frequentano e usufruiscono dei servizi offerti.La vendita va inoltre scongiurata perché rappresenta una grave minaccia al posto di lavoro di decine di persone che lì prestano il loro servizio altamente qualificato e specializzato con un’esperienza pluriennale. Anche questo rappresenta un patrimonio per la città che non può essere cancellato con un colpo di spugna.
Lo Spazio Oberdan, centro culturale polifunzionale con i suoi spazi culturali e lavorativi ristrutturati dagli architetti Gae Aulenti e Carlo Lamperti nel 1999 e perfettamente a norma, rappresenta una risorsa fondamentale anche in chiave metropolitana e, in questo senso, va ricercata piuttosto una collaborazione con il Comune di Milano e Regione Lombardia per affrontare i problemi economici e per una sua ulteriore valorizzazione.
Inoltre nel Piano di alienazione e valorizzazione immobiliare 2014/2016, nonostante le rassicurazioni dell’Assessore De Angelis, è ricomparsa anche l’ipotesi di vendita dell’area ex pioppetto in Via Litta Modignani in Zona Affori (ex Paolo Pini) a Milano, proposta anch’essa non accettabile, che ha già suscitato le proteste di migliaia di cittadini e dei comitati e contro la quale mi sono già battuto e mi batterò fino all’eliminazione definitiva di ogni tentazione commerciale ed edificatoria sull’area.
Oltre alle affermazioni del presidente Presidente Podestà che, rispondendomi in aula, ha assicurato che prenderà in seria considerazione le problematiche che ho evidenziato senza dare nulla per scontato, è necessario tornare rapidamente in Consiglio per deliberare una politica di salvaguardia degli spazi pubblici.
Considerato infine che nel piano delle alienazioni per il 2013 delle sette aste bandite, solo una è andata in porto con un cospicuo ribasso, emerge chiaramente che non bisogna vendere e neanche “svendere” strutture e terreni fondamentali per il benessere della popolazione”.

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