Manifattura Gai di Inveruno, si è tenuta oggi la commissione in Provincia. Massimo Gatti: “Bene la convocazione di un tavolo. Massimo sostegno al presidio dei lavoratori per evitare che vengano portati via i macchinari”

Milano, 22 gennaio 2014. Si è tenuta nella mattinata di oggi presso la sede della Provincia di Milano la commissione lavoro che aveva come unico punto all’ordine del giorno l’audizione dei rappresentanti RSU della ditta Manifattura Gai di Inveruno.

Alla commissione, oltre alle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori, hanno partecipato anche il rappresentante della proprietà e l’Assessore provinciale al lavoro, Paolo Del Nero.

“Accogliamo positivamente l’apertura da parte dell’Assessore Del Nero di un tavolo istituzionale che coinvolga tutte le parti in causa per seguire tutte le procedure in corso che riguardano le maestranze e l’azienda e per verificare l’esistenza di imprenditori disponibili a rilevare l’impresa dall’attuale proprietario scongiurando così la chiusura e, anzi, rilanciando la produzione e la buona occupazione. – ha dichiarato il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, invertendo durante i lavori della commissione – Positivo anche il fatto che sia stata già fissata la data del primo incontro del tavolo per il 29 gennaio, consapevoli dell’estrema ristrettezza dei tempi.A questo punto è ancora più importante che tutti i macchinari siano lasciati all’interno del sito produttivo per non compromettere definitivamente questa fase delicata.
Non è accettabile che la proprietà, che ha accumulato profitti fino al 2011 e utilizzato in modo improprio la cassa integrazione, si permetta di dichiarare che paga il dovuto ai dipendenti solo se “svende” i macchinari mancando di rispetto a chi ha dedicato la propria vita lavorativa all’azienda.
Il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori, che tiene aperta una razionale speranza di ripresa, va sostenuto da tutte e tutti con ancora maggior forza evitando che qualcuno si illuda di trasformare la sacrosanta richiesta di lavoro in un problema di ordine pubblico”.

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