Consorzio agrario, Massimo Gatti presenta un’interrogazione per contrastare i licenziamenti

DSCN3353-520x333Milano 12 febbraio 2013. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha presentato un’interrogazione in Provincia di Milano, il 6 febbraio 2013, rivolta al Presidente Podestà e agli assessori provinciali competenti, in merito ai licenziamenti dei dipendenti del Consorzio agrario di Milano e Lodi.

“L’Associazione Nazionale dei Consorzi Agrari in questi mesi ha tenuto un atteggiamento irresponsabile giustamente denunciato dalle lavoratrici e dai lavoratori, cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, con lo sciopero del 28 gennaio scorso. – ha dichiarato Massimo Gatti – Il Consorzio Agrario di Milano e Lodi in particolare rappresenta una realtà commerciale a sostegno del mondo agricolo del nostro territorio, con un fatturato di oltre 100 milioni di euro, 14 sedi sul territorio delle province di Milano e Lodi e 1 sul territorio di Brescia, 4 negozi, circa 1850 soci ed oltre 200 collaboratori fra diretti e indiretti.

Ci opponiamo con forza alla decisione del Consorzio (e della Coldiretti), che, soffocato dai debiti, ha già venduto l’immobile di via Ripamonti e si prepara a lasciare Milano e a licenziare 63 lavoratori.
Nell’interrogazione che ho presentato, richiamate le competenze della Provincia di Milano in materia agricoltura e politiche attive del lavoro, chiedo a Podestà e agli Assessori competenti di sapere se la Provincia di Milano,
destandosi da un’inerzia ingiustificabile, intenda muoversi immediatamente per favorire la riapertura della trattativa e una soluzione positiva della vertenza intervenendo concretamente per evitare i licenziamenti.
La fuga del consorzio agrario da Milano alla vigilia dell’Expo dedicato all’alimentazione, o, meglio, alla cementificazione, rischia paradossalmente di fare sparire dalla città qualsiasi rapporto con le campagne e gli agricoltori dell’hinterland e del nostro territorio. Altroché la retorica di nutrire il pianeta!
Occorre un impegno concreto delle istituzioni centrali e periferiche dello Stato per salvare e rilanciare il lavoro e l’agricoltura punendo immediatamente i responsabili della mala gestione dei consorzi che si sono susseguiti negli ultimi anni”.

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