Acqua pubblica, Massimo Gatti: “La sovranità popolare non è uno scherzo!”

comitato-referendum-acqua-pubblicaLa Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato sono intervenuti ripetutamente per ristabilire l’obbligo di rispettare la tariffa dell’acqua con le diminuzioni stabilite dai referendum popolari del 12-13 giugno 2011. In egual misura istituzioni centrali e periferiche dello Stato, i gestori idrici e la cosiddetta “Autorità” (AEEG), farebbero semplicemente il dovuto adempiendo pienamente al secondo referendum popolare sull’acqua che ha vietato la privatizzazione obbligatoria, continuamente perseguita dai Governi nazionali che si sono succeduti.
Più volte la Corte Costituzionale ha ribadito il divieto di società patrimoniali di diritto privato nel sistema idrico (sentenza n. 320 del 2011), di spezzettamenti, di doppioni e di sprechi, indicando la via maestra della costituzione di una società unica, totalmente pubblica, in grado di garantire un buon servizio, investimenti, buona occupazione, trasparenza e partecipazione di comitati e cittadinanza
Perché in Provincia di Milano ci si ostina a tenere in piedi troppe società, moltiplicando consulenze, dirigenze e sedi inutili e lussuose?
Perché le costose perizie in corso non si pongono neppure l’obiettivo di unificare il servizio idrico della Provincia con quello della Città capoluogo?
Perché non ci si è mobilitati per chiedere a Regione Lombardia una nuova legge sull’acqua pubblica coerente con l’esito referendario?
Perché si inondano i Comuni di carte complicate e incomplete in cui non emergono gli obiettivi fondamentali definiti dai referendum popolari, ma solo scorciatoie per mantenere o rimandare l’abbandono di posizioni di potere e di comando?
Perché non si riesce neppure a unificare gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) di Città e Provincia – unico caso di separazione in tutta Italia – razionalizzando l’utilizzo del personale?
Il Forum dei Movimenti per l’Acqua pubblica con la mobilitazione nazionale del 25/26 gennaio scorso contro il nuovo metodo tariffario introdotto dall’AEEG, ha dimostrato che non si può soggiacere a una situazione ingiusta e illegale. Per questo motivo riporterò in Consiglio provinciale la questione, chiedendo una rettifica delle delibere inadempienti l’esito referendario. Chiedo di fare altrettanto alle Amministrazioni comunali, affinché valutino prima di qualsiasi ulteriore deliberazione l’applicazione completa e concreta della volontà popolare.

Massimo Gatti

Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI

Milano, 5 febbraio 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...