Neofascismo, l’opposizione in Provincia: “Prefetto e Questore vietino le parate fasciste previste per il 29 aprile”

Milano, 24 aprile 2012. Dichiarazione congiunta dei Capigruppo di opposizione del Consiglio provinciale di Milano Massimo Gatti (un’Altra Provincia-PRC-PdCI), Matteo Mauri (PD), Alessandro Sancino (UDC), Pietro Mezzi (SEL), Gabriella Achilli (Lista civica Penati), Luca Gandolfi (IdV):

“Per domenica 29 aprile l’ultra destra meneghina, con il benestare della destra istituzionale ampiamente rappresentata in Provincia di Milano, ha organizzato diverse manifestazioni che si terranno in città.

Riteniamo che la città Medaglia d’oro della Resistenza non debba subire l’offesa di manifestazioni di neofascisti e neonazisti. Con la Costituzione antifascista della Repubblica Italiana non si scherza.

Il 25 aprile è importante essere in piazza ancora una volta per ribadirne e difendere i contenuti e i valori antifascisti di uguaglianza e libertà.

Un appuntamento importante per mantenere viva la memoria dei combattenti per la libertà e la democrazia, contro gli intollerabili e vergognosi tentativi di sdoganare gruppi di estrema destra con la complicità e la collaborazione di alcune forze politiche e di una parte delle Istituzioni.

Chiediamo a Prefetto e Questore, in qualità di massime autorità di pubblica sicurezza sul territorio, un intervento urgente per vietare, domenica 29 aprile, qualsiasi manifestazione in cui possano ancora sventolare nelle vie di Milano bandiere con la croce celtica o la svastica. La città Medaglia d’Oro della Resistenza non deve subire l’ignominia e la vergogna di sfilate che inneggiano alla superiorità della razza, riportando le lancette della storia ad un passato superato grazie al sacrificio di donne e uomini che credevano nei valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e pace.

Tutti del resto ricorderanno quanto accaduto proprio il 29 aprile 2011, quando un gruppo di neofascisti armati di bastoni prese d’assalto la Sala Guicciardini in cui si teneva un’iniziativa in ricordo del giovane militante antifascista Gaetano Amoroso.

Come rappresentanti delle istituzioni e come cittadini, abbiamo il dovere di rispettare e far rispettare la legge, a partire dalla Carta costituzionale, che alla XII Disposizione transitoria e finale afferma il divieto di “riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

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