Acqua pubblica, Massimo Gatti: “Podestà calpesta il Consiglio provinciale e ignora l’esito del referendum”

Milano, 14 marzo 2012. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, in merito alla delibera approvata ieri dalla Giunta provinciale con le nuove linee d’indirizzo funzionali alla riorganizzazione del Servizio idrico integrato nell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Provincia di Milano, dichiara: 

“Podestà e la sua Giunta targata PDL-Lega ancora una volta scavalcano i poteri di indirizzo del Consiglio provinciale e approvano un’importante delibera di giunta sul futuro del servizio idrico integrato in Provincia di Milano senza passare prima dalla discussione in aula.

Ancor più grave il fatto che la delibera di ieri ignora gli indirizzi vincolanti sanciti da milioni di persone che hanno votato i referendum popolari di giugno sull’acqua pubblica.

Il Presidente, inoltre, non si è ancora degnato di rispondere, violando continuamente i regolamenti consiliari, alla mia interrogazione dell’agosto 2011 con la quale chiedevo con forza l’attuazione degli esiti referendari.

Daremo battaglia in Commissione, in aula e nella società insieme a tutti i soggetti interessati affinché, senza manovre gattopardesche come quella di ieri, Podestà provveda al più presto a dar vita ad una società unica per la gestione del servizio idrico tagliando definitivamente le consulenze inutili che salvaguardano le poltrone senza minimamente fare gli interessi dei cittadini.

Le cifre sparate ieri da Podestà non corrispondono alla realtà e vanno bene solo per essere giocate al Lotto.

La verità è che la Giunta non ha mai riferito in merito agli investimenti effettivi promossi nell’ultimo triennio nascondendo i dati relativi alle ingenti risorse (il 20% di tutte le bollette pagate pari a decine di milioni di euro) che la Provincia ha incassato senza mai rendicontare.

Per essere credibili, Presidente e Giunta devono fissare tempi certi per il superamento e la cancellazione delle società spezzatino grandi e piccole che hanno creato fino ad oggi, ubbidendo agli ordini di Formigoni, per costituire, invece, una società che unisca realmente tutte le aziende del servizio idrico senza più distinguere tra operative e patrimoniali.

Anziché svendere il patrimonio pubblico, occorre aprire immediatamente un percorso serio e concreto con il Comune di Milano per istituire una società metropolitana che tagli gli sprechi e moltiplichi l’efficienza dell’intervento pubblico senza capitolare innanzi a modelli privatistici”.

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