A2A, Massimo Gatti: “Non alla svendita di un bene di tutti. Aprire subito una discussione pubblica e metropolitana”

 Milano, 5 gennaio 2012. In merito all’ipotesi di vendita di azione A2A del Comune di Milano, annunciata dall’Assessore al Bilancio, Bruno Tabacci, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato:

“È ora di porre di un freno alle dichiarazioni a mezzo stampa e avviare invece un seria discussione pubblica e metropolitana sulle politiche di bilancio che il Comune e la Provincia di Milano intendono adottare sul futuro dei sevizi pubblici milanesi. Chiediamo al Sindaco Pisapia di prendere in mano questa importante partita, perché ha ottenuto un grande consenso elettorale proprio per essere riuscito a interpretare la voglia di cambiamento e di rottura con scelte targate PDL e Lega che hanno svilito i servizi pubblici locali.

Questa materia non può essere monopolio dell’Onorevole Tabacci, né tantomeno del Presidente Podestà, e subalterna all’ideologia delle privatizzazioni, vera ossessione dei vari governi che si succedono, in sfregio agli esiti dei referendum popolari del giugno 2011 per l’acqua pubblica e l’energia pulita. Proprio su temi di vitale importanza per l’intera area metropolitana, come il trasporto pubblico, l’acqua, l’inquinamento, il governo del territorio, si deve esercitare la reale partecipazione delle cittadine e dei cittadini alle scelte che riguardano il futuro della città di Milano e dell’intera area metropolitana. La prima azione di buona amministrazione dovrebbe riguardare la convocazione contestuale del Consiglio comunale di Milano e del Consiglio provinciale su queste materie, che devono essere trattate con chiarezza e trasparenza. Obiettivo prioritario deve però essere da subito il blocco della vendita del patrimonio strategico  comunale e provinciale, ripulendo le società da sperperi e consulenti, troppe volte inutili e costosi, nonché conducendo un’efficace azione di contrasto alla corruzione. In una situazione di emergenza, gli enti pubblici possono fare cassa con la liquidità delle aziende pubbliche e, non a caso, AEM in passato, prima della quotazione in borsa, ha “finanziato” le politiche pubbliche e i servizi sociali del Comune di Milano, senza bisogno di cedere in modo definitivo il proprio patrimonio. Un banco di prova deve essere la società Serravalle, per oltre il 50% di Provincia di Milano e per oltre il 18% del Comune di Milano. Basta nomine pilotate, affari poco chiari, umiliazione delle maestranze e svendita. Occorre invece un rilancio immediato di un piano industriale per la sicurezza stradale, le opere utili, l’interramento della Rho-Monza e il sostegno degli investimenti per il trasporto pubblico (ferro, M2 a Vimercate, M3 a Paullo, rinnovo bus) e per i pendolari”.

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