Giornata memoria vittime terrorismo, Massimo Gatti: “Ricordiamo le vittime, difendiamo la legalità”

Milano, 9 maggio 2011. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti, parteciperà oggi alle ore18.30 alla commemorazione dedicata alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice che si terrà a Palazzo Isimbardi, in via Vivaio1, a Milano, e che vedrà anche la deposizione di una corona ai piedi del monumento “L’Uomo della Luce”. 

“Il 9 maggio del 1978, contemporaneamente al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse, che già avevano sterminato la sua scorta il 16 marzo del 1978, veniva assassinato Giuseppe Impastato. – dichiara Massimo Gatti – Peppino era un personaggio scomodo, che aveva detto un netto no alla mafia e alla mentalità mafiosa.

Oggi si celebrala Giornatadella Memoria delle vittime del terrorismo, quest’anno dedicata ai magistrati uccisi tra il 1976 e il 1980. Un tema quanto mai attuale, considerati gli ignobili manifesti che hanno infangato Milano nei giorni scorsi, che assimilavano la magistratura alle Br, e considerate le infamie scaraventate contro i magistrati dal Centrodestra al Governo, con Berlusconi in testa che, ogni giorno, non si risparmia di vomitare la sua bile contro il preziosissimo lavoro compiuto dai magistrati.

Oggi ricordiamo le vittime del terrorismo degli anni di Piombo e vogliamo ricordare anche Peppino Impastato. All’Onorevole Podestà chiediamo che fine hanno fatto gli impegni assunti dal Consiglio provinciale di Milano nel novembre del 2009, quando, all’unanimità, votammo un ordine del giorno che chiedeva proprio al Presidente della Provincia di promuovere il ricordo di Peppino Impastato individuando uno spazio pubblico da intitolare alla sua memoria. A più di un anno di distanza tutto tace.

I valori costituzionali della legalità e dell’etica pubblica vanno ribaditi oggi più che mai. Rispettare e difenderela Costituzionedai continui attacchi che sta subendo è il modo migliore per onorare la memoria di quei servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane”.

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