Afol, Massimo Gatti: “Sospendere immediatamente i bandi-truffa e procedere con deroga assistita”

Milano, 6 aprile 2011. In merito alla seduta odierna delle commissioni congiunte Lavoro e Affari istituzionali della Provincia di Milano, con all’ordine del giorno il Bilancio di previsione di AFOL Milano e le procedure di stabilizzazione del personale precario, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato:

“Siamo nuovamente di fronte ad un comportamento inconcepibile e vergognoso dei vertici di AFOL Milano, l’azienda speciale per la formazione, l’orientamento e il lavoro interamente partecipata dalla Provincia di Milano. Ad illustrare il bilancio si è infatti presentato solo il Direttore generale, Luigi Degan, privo della titolarità necessaria a presentare questo importante documento. Sono rimaste invece vuote le sedie del Presidente di AFOL, Claudio Azzolini e del Presidente Podestà. Siamo di fronte ad un fatto senza precedenti, che si aggiunge alla negazione di accesso agli atti ai consiglieri di opposizione. Cosa vogliono nascondere? A fare le spese di tutta questa incompetenza e improvvisazione è solo ed esclusivamente il personale precario. I dipendenti, oltre al danno di non veder rispettati tre ordini del giorno approvati all’unanimità dall’intero Consiglio provinciale, nei 12 bandi pubblicati dal CdA di AFOL alla mezzanotte del primo aprile, si vedono negata la possibilità di far valere l’esperienza e la competenza maturata in questi anni di servizio. Come insegna la vicenda del “predestinato” Direttore generale, anche in questo caso c’è il sospetto che qualcuno voglia utilizzare l’arma dei bandi pubblici per trovare una sistemazione a qualche amico degli amici… C’è una sola soluzione per impedire questo triste spettacolo: ritirare o, almeno, sospendere tutti i bandi. Contestualmente occorre procedere con l’istituto della deroga assistita per lavoratrici e lavoratori a cui scadrà definitivamente il contratto alla fine di maggio, riaprendo la trattativa con tutte le organizzazioni sindacali, come richiesto con forza nello sciopero del 31 marzo, a cui ha partecipato la totalità del personale dipendente”.

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