Beni comuni, Massimo Gatti: “PDL e Lega privatizzano l’acqua in Lombardia. Necessario unificare le battaglie a difesa dei beni comuni: lavoro, sapere e acqua”

Milano, 30 dicembre 2010. In merito alla riforma del servizio idrico integrato lombardo approvata il 22 dicembre scorso dal Consiglio regionale della Lombardia, ed in merito alla nomina del Presidente della Provincia di Milano, in virtù del provvedimento approvato dal Consiglio regionale, a Commissario straordinario ad acta per l’attuazione nel Milanese della legge sui servizi idrici integrati, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:

 “E’ inaccettabile che la prima dichiarazione di Podestà da “Commissario ad acta” per l’attuazione nel Milanese della vergognosa legge regionale sui servizi idrici integrati sia stata quella di garantire ai cittadini che «l’acqua resta in mano pubblica». PDL e Lega Nord abbiano almeno il coraggio di dire la verità e cioè che la legge approvata in Regione Lombardia la scorsa settimana spalanca le porte alla privatizzazione dell’acqua nella nostra Regione. Un vero e proprio scippo del referendum e della democrazia!

Infatti il Progetto di Legge 57 approvato dal Consiglio regionale lombardo, con i voti della maggioranza Pdl-Lega, sancisce definitivamente la classificazione dell’acqua come una merce ed obbliga i Comuni a svendere il servizio idrico al mercato.

Formigoni e la sua Giunta obbediscono al Governo Berlusconi e vanificano la richiesta di referendum per l’acqua pubblica, accelerando la privatizzazione per paura del voto popolare, richiesto da un milione e 400 mila cittadini, e delle molte prese di posizione di Sindaci di tutti gli schieramenti.

In Provincia di Milano, in un anno e mezzo di mandato, a differenza da quanto vorrebbe far credere, Podestà non ha fatto nulla per l’acqua pubblica, per gli investimenti e per la costituzione di una società unica in grado di tagliare sprechi e poltrone.

Come se non bastasse, il 16 dicembre scorso la sua maggioranza ha nuovamente respinto una mozione presentata unitariamente da tutti i gruppi di opposizione (Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI, PD, IDV e UDC) contro la privatizzazione del sistema idrico.

E’ vergognoso che nonostante le manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi a Milano alle quali hanno partecipato migliaia di cittadini, il centrodestra abbia proceduto a testa bassa con il progetto di legge sciagurato che privatizza l’acqua in Lombardia.

Non solo l’acqua è però oggi a rischio privatizzazione e mercificazione. La cancellazione del contratto nazionale dei metalmeccanici operata da Marchionne e la controriforma Gelmini, mettono infatti a repentaglio diritti costituzionalmente garantiti, quantomeno sulla carta: il lavoro e il sapere. È necessario riaffermarne il loro carattere di beni comuni inalienabili, in quanto fondamento stesso del nostro sistema democratico e istituzionale. Da questa rinnovata consapevolezza è necessario avanzare una piattaforma comune per costruire una risposta politica e sociale all’altezza dell’attacco contro la democrazia, i diritti e il futuro di un’intera generazione. Questo sarà il nostro principale impegno dei prossimi mesi, a partire dalla prosecuzione del lavoro comune con cittadini, partiti, associazioni e comitati per imporre una moratoria in attesa del voto popolare e per sostenere il rilancio di una politica pubblica dell’acqua in Lombardia e nel Paese”.

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