RIFIUTI, MASSIMO GATTI: “NO AL RADDOPPIO DELL’INCENERITORE DI TREZZO. BASTA CON LE CHIACCHIERE, DA PODESTÀ CI ASPETTIAMO ATTI CONCRETI”

Milano, 25 ottobre 2010. Intervenendo all’assemblea contro il raddoppio dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda, che si è tenuta domenica 24 ottobre a Grezzago, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato:
 
“In Lombardia esistono già 13 inceneritori, quattro dei quali sono nella provincia di Milano. Per questo bisognerebbe dire chiaramente che sul nostro territorio, ma anche altrove, non devono essere costruiti altri impianti inutili e dannosi. La zona dell’est milanese è, inoltre, una delle più inquinate d’Europa, con ben due discariche (Inzago e  Cavanago Brianza), un inceneritore (Trezzo), un nuovo impianto di compostaggio (Masate) e due nuove autostrade in progetto (TEM e Brebemi).
È quindi tempo che Podestà e la sua maggioranza facciano chiarezza su cosa hanno intenzione di fare, non solo a parole ma con atti amministrativi concreti, come richiesto anche dal Sindaco di Grezzago. Fino ad oggi PDL e Lega hanno invece mantenuto un atteggiamento alquanto contraddittorio e ambiguo: nelle assemblee pubbliche dicono ai cittadini che un nuovo inceneritore forse si farà altrove (magari proprio nel Parco Sud), ma poi bocciano la mozione contraria a qualsiasi ipotesi di ampliamento, come fatto in Consiglio provinciale il 9 settembre, e non partecipano alla conferenza di servizi in corso.
Piuttosto che scaricare le colpe sul Piano rifiuti approvato dalla precedente amministrazione, Lega e PDL intraprendano rapidamente la revisione del Piano e impongano a Milano di effettuare quella raccolta differenziata che da sola basterebbe a risolvere il problema dei rifiuti nel nostro territorio. C’è bisogno di trasparenza e di chiarezza, partendo da quei dati sulla produzione di rifiuti e sul reale funzionamento degli impianti che ho chiesto di avere un mese fa e che non sono ancora stati resi pubblici.
Nel frattempo è necessario tenere alta l’attenzione e proseguire con la mobilitazione popolare contro il raddoppio dell’inceneritore di Trezzo e la costruzione di nuovi impianti. Come dimostrano le vicende campane o le indagini in corso sulla discarica di Bollate, siamo di fronte ad un settore a forte rischio di infiltrazione della criminalità organizzata, perché fonte di ingenti guadagni leciti o illeciti”.

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