Casa delle Culture, Massimo Gatti: “Cosa vuole farne Podestà?”

 Milano, 4 ottobre 2010. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha presentato oggi in Consiglio provinciale un’interrogazione urgente, firmata anche da PD, IdV e UDC, rivolta al Presidente della Provincia e all’Assessore provinciale per le politiche per l’integrazione, in merito alla scadenza della convenzione per la gestione della “Casa delle Culture del mondo”.

La Casa delle Culture del mondo ha sede in uno spazio provinciale a fianco del Centro Scolastico Gallaratese in via Natta. La struttura, con una superficie di 600 mq e uno spazio verde esterno recintato, è composta da uffici, due sale per l’organizzazione di conferenze, uno spazio espositivo, un centro di documentazione, un info-point e un piccolo bar.

Questo spazio è frutto di un lungo percorso promosso dalla Provincia di Milano che, a partire dal 2005, ha elaborato il Progetto “culture e integrazione”, operando su più fronti a sostegno delle iniziative di carattere culturale e artistico che avessero come tema quello della conoscenza e del dialogo tra le culture, collaborando attivamente con associazioni, cooperative ed università.

Uno spazio fisico per raccogliere, gestire e coordinare sul territorio provinciale tutte le attività volte a favorire e rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali nella promozione dei processi di integrazione. Un punto di riferimento per le buone pratiche da seguire che favorisce il coordinamento tra enti e realtà differenti.

Lo spazio è attualmente gestito dalla Cooperativa “Farsi Prossimo – Centro Come”, attraverso una convezione che scadrà il 14 dicembre 2010. Per la ristrutturazione dei locali e per la gestione degli spazi la Provincia di Milano ha investito, a suo tempo, circa 1,5 milioni di euro.

“Podestà ci deve dire al più presto cosa intende fare della Casa delle culture del mondo. – dichiara Massimo Gatti – Questo straordinario laboratorio deve assolutamente proseguire la sua positiva esperienza pluriennale. Un alto grado di soddisfazione per Casa delle culture è stato manifestato dagli utenti grazie alla professionalità degli operatori, alla scelta dei progetti culturali e alle enormi potenzialità che tale spazio possiede nello sviluppo di politiche sociali e culturali orientate alla conoscenza e allo scambio tra culture favorendo percorsi attivi di inclusione sociale e prevenzione del disagio.

Sarebbe davvero assurdo ed inaccettabile se la giunta decidesse di privare la provincia di un simile patrimonio che ha contribuito e contribuisce alla crescita umana e culturale dell’intera comunità provinciale milanese”.

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