MILANO-SERRAVALLE: 10 DOMANDE A PODESTA’ (visto che non risponde)

Milano, 8 settembre 2010. “Dopo un’estate in cui si sono rincorse sulla stampa e nei corridoi molte voci sul destino di diverse aziende controllate dalla Provincia di Milano o di beni di proprietà, come Serravalle e Pedemontana, è ora venuto il momento della chiarezza e della trasparenza”. E’ quello che chiedono con forza i rappresentanti delle forze d’opposizione Marcora e Sancino (UdC), Mauri (PD), Gatti (Un’Altra Provincia, PRC e PDCI), Biolchini (IdV) riferendosi alla presunta volontà di cedere una parte rilevante delle azioni di Serravalle (scendendo sotto la quota del 50%) e di Pedemontana.

“Riteniamo sbagliato – hanno aggiunto – che il Presidente Podestà eviti di confrontarsi con gli organismi eletti dai cittadini per discutere materie così delicate e importanti per il futuro della nostra Provincia. A maggior ragione in un momento in cui la crisi economica fa sentire in modo così forte i suoi effetti sociali e dopo una manovra finanziaria che strozza gli Enti Locali e che mette in grandissima difficoltà i cittadini”.

“E’ necessario che chi fa politica – spiega Matteo Mauri, capogruppo Pd a Palazzo Isimbardi – e, a maggior ragione, chi ha incarichi di governo sia trasparente. Sia in merito alle scelte strategiche, sia nella scelta delle persone chiamate a realizzare concretamente quelle scelte. Abbiamo provato a più riprese ad avere risposte a temi che crediamo interessino molto tutti i cittadini. Fino a ora inutilmente”.

“Vogliamo alla guida delle partecipate – aggiunge Enrico Marcora, consigliere regionale Udc – persone capaci legate al territorio. Non le amicizie, ma la meritocrazia deve essere il motore per scegliere buoni amministratori. Ci chiediamo se, con la nomina di Agnoloni a presidente della Milano-Serravalle, sia approdata anche la P3 a Palazzo Isimbardi”.

“Emergono tre elementi-chiave – continua Roberto Biolchini capogruppo Idv – da tutta questa vicenda: in primo luogo, non è chiara la gestione del rapporto pubblico-privato da parte di questa Amministrazione che sembra usare le istituzioni per fare gli interessi di pochi. Poi, ci piacerebbe sapere per cosa verranno utilizzati i soldi incassati dalla vendita delle azioni di Serravalle. Infine, invitiamo Podestà a riferire in Consiglio Provinciale: non è possibile che l’organo eletto dai cittadini sia sempre l’ultimo a conoscere le cose”.

“Podestà dovrebbe spiegare – conclude Massimo Gatti, capogruppo Un’Altra Provincia, Prc e Pdci – cosa ha in mente per il futuro delle società partecipate, prima di svendere beni che appartengono alla Provincia e non a Pdl o Lega. Siamo di fronte all’ennesima operazione che non serve alla popolazione milanese, a cui il centrodestra riserva invece un nuovo aumento delle tariffe dei bus, colpendo in particolare i pendolari”.

Per tutti questi motivi Marcora, Sancino, Mauri, Biochini e Gatti hanno inviato una lettera al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà chiedendogli formalmente di rispondere a dieci domande (riportate qui di seguito) sul futuro della Serravalle e di altre società partecipate dalla Provincia di Milano.

  1. Ci sono già stati, in modo diretto o indiretto, contatti tra il Presidente Podestà e soggetti privati che potrebbero essere interessati all’acquisto delle quote di Serravalle–Milano?
  2. Sono state studiate formule alternative alla vendita diretta di azioni Serravalle come la quotazione in borsa?
  3. Come si intende utilizzare il ricavato proveniente delle eventuali alienazioni di azioni di Serravalle–Milano, di Pedemontana o di altre partecipate della Provincia di Milano?
  4. Come si intende utilizzare il ricavato della vendita del patrimonio immobiliare della Provincia? Ci sono già accordi urbanistici con il comune per interventi edilizi nell’area di via Piceno?
  5. A quanto ammonta il minor introito per la Provincia di Milano per l’anno 2011, anche a seguito della Manovra Berlusconi-Bossi-Tremonti?
  6. E come la Provincia intende farvi fronte per non scaricare tutto sulle spalle dei cittadini?
  7. Quali sono stati i criteri di scelta per la nomina di Marzio Agnoloni, estraneo alla realtà milanese, alla guida di Serravalle Milano?
  8. Non c’era a disposizione un manager di Milano?
  9. Quale tipo di relazione, nel caso ci fosse, intercorre tra Agnoloni, il gruppo Fusi e Denis Verdini?
  10. E’ vero, come alcune insistenti voci di ambito giornalistico suggeriscono, una segnalazione diretta da parte di Verdini per la nomina di Agnoloni?
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