Consiglio provinciale sull’acqua, Massimo Gatti: “Podestà dica come intende agire nei confronti della legge che impone la privatizzazione del servizio idrico”

Milano, 23 dicembre 2009. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un´Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti, intervenendo durante la seduta straordinaria del Consiglio provinciale del 21 dicembre 2009, convocata su richiesta delle opposizioni per discutere gli indirizzi della Provincia sul servizio idrico integrato, alla luce delle novità introdotte dal Decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, ha dichiarato:

“Trovo importante e da continuare la discussione sul tema dell’acqua in Consiglio provinciale, per esercitare le funzioni di indirizzo e di controllo. Purtroppo PDL e Lega Nord hanno respinto l’ordine del giorno unitario delle opposizioni (Pd, Idv, Lista un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Udc) e hanno, invece, votato un proprio ordine del giorno subalterno agli ordini dei Governi di centro destra nazionale e lombardo per privatizzare, rinunciando a qualsiasi forma di autonomia e nascondendosi dietro la foglia di fico dei prossimi sei mesi ‘per riflettere’.

Noi chiediamo invece che il Presidente Podestà si esprima subito sulla legge nazionale che impone brutalmente la privatizzazione dell’acqua, bene comune insostituibile e diritto universale. Una legge fortemente ideologica che però si scontra quotidianamente con le statistiche economiche: laddove è arrivato il privato, sono aumentate le tariffe e sono diminuite manutenzioni, investimenti e occupazione.

Ci dica dunque il Presidente come intende attuare la delibera approvata dall’amministrazione provinciale ad aprile 2009, tuttora vigente, che chiedeva la creazione di un soggetto totalmente pubblico che riunisse in sé patrimonio, gestione ed erogazione del sistema idrico integrato entro il 31/12/2009, termine puntualmente non rispettato dal centrodestra, nonostante le mie continue sollecitazioni a partire dalla apposita interrogazione del 27 agosto 2009.

Ci dica, infine, Podestà se intende appellarsi alle possibilità offerte dalla legge regionale sull’acqua, che la Corte Costituzionale ha bocciato nella parte che moltiplica posti, consulenze e spezzatini di società nelle varie province lombarde, ma che grazie alla mobilitazione di centinaia di comuni lombardi e della popolazione conserva la parte che lascia agli Enti locali la scelta sulla forma di gestione del servizio idrico da utilizzare. Su questo terreno ci aspettiamo un segno di vita della Lega Nord oggi obbediente agli ordini romani. Il Presidente, il 22 dicembre, si è infine impegnato nella conferenza d’ambito con i sindaci a riconvocarli entro il 15 febbraio 2010. Vigileremo per il rispetto di questo termine e lavoreremo per contribuire ad avviare immediatamente la promozione del referendum abrogativo della legge di privatizzazione dell’acqua e perché si allarghi un confronto pubblico che rilanci i servizi pubblici secondo il dettato della Costituzione e tagli sperperi, poltrone e consulenze”.

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